Andrea Pastore 25/07/2020 0

Ecobonus 110, tutte le novità introdotte dal Decreto Rilancio del 19 Maggio 2020

Fra le tante misure di supporto, necessarie a sostenere il paese dopo la tremenda emergenza Covid-19 (ancora in corso, purtroppo), il Decreto Rilancio di fine Maggio ha incrementato al 110% - come viene riportato chiaramente nell'apposita guida dall'Agenzia dell'Entrate - l'aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per interventi legati ad efficienza energetica, riduzione del rischio sismico ed installazione di impianti fotovoltaici. Parliamo del cosiddetto EcoBonus.

Possono usufruire di questa misura i condomìni; le persone fisiche, al di fuori dell'esercizio di attività di impresa, arti e professioni; gli Istituti autonomi case popolari (IACP); le cooperative di abitazione a proprietà indivisa; le Organizzazioni non lucrative di utilità sociale, quelle di volontariato e di promozione sociale; le associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi. La detrazione è riconosciuta nella misura del 110%, da ripartire in cinque quote annuali di pari importo.

Le detrazioni più elevate sono riconosciute per i cosiddetti interventi "trainanti": isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali e inclinate; sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, e/o il raffrescamento e/o la fornitura di acqua calda sanitaria; interventi antisismici.

Il bonus scatta anche quando vengano effettuati interventi "trainati" - efficientamento energetico e installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici - a patto che ciò accada contestualmente ad uno dei succitati "trainanti". Rientra nel bonus anche l'installazione di impianti solari fotovoltaici e di sistemi di accumulo, sempre in congiunzione con gli interventi "principali" di cui sopra. Abitazioni signorili, ville e castelli sono unità immobiliari escluse dal bonus.

Dichiarazione di conformità del direttore dei lavori, scheda informativa degli interventi ed APE (Attestato di prestazione energetica) rientrano nella documentazione necessaria per ottenere l'ecobonus.

Il decreto ha previsto anche un'alternativa alla detrazione, come la cessione di un credito d'imposta (fra gli altri, alle imprese che realizzeranno gli interventi o ad istituti di credito), se si effettuano in particolare interventi di recupero  o restauro della facciata degli edifici, recupero del patrimonio edilizio, riqualificazione energetica, installazione di impianti fotovoltaici.

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Andrea Pastore 09/02/2020 0

Chi abita al piano terra deve pagare le spese per l'ascensore?

Dell'installazione dell'ascensore all'interno di un fabbricato si è già parlato in un precedente articolo. Adesso, invece, ci soffermiamo su una questione piuttosto delicata: chi abita al piano terra, è tenuto a partecipare alle spese dell'ascensore, relative alla manutenzione ordinaria e straordinaria?

Poichè soprattutto la seconda comporta un cospicuo esborso, è facile immaginare quanto non sia accettata di buon grado da chi, fondamentalmente, non utilizza l'ascensore. E se però l'inquilino in questione disponesse di una zona del terrazzo adibita a "sgabuzzino", da raggiungere dunque in ascensore?

E' toccato alla Cassazione dirimere ogni questione in proposito, sgomberando il campo da tutte le possibili ipotesi. Il riferimento è nel codice civile: metà della spesa è legata al valore del singolo appartamento, in base ai cosiddetti "millesimi" (che esprimono il rapporto fra il valore di ciascuna unità abitativa e il valore dell'intero edificio), l'altra metà è proporzionale all'altezza di ogni piano dal suolo. Ovviamente, chi abita al piano terra pagherà praticamente solo la prima delle due metà.

In teoria l'assemblea condominiale potrebbe anche derogare alla norma, ad esempio disponendo l'azzeramento di qualunque pagamento da parte dell'inquilino del piano terra, ma deve deciderlo all'unanimità

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Andrea Pastore 23/01/2020 0

La nuova frontiera del 5G, fra rischi e vantaggi

L'avvento della nuova tecnologia 5G è materia alquanto spinosa. In primo luogo, perchè non sono certi gli effetti sulla salute umana, sebbene alcune ricerchie scientifiche, condotte proprio in Italia, scongiurino qualunque rischio (i nuovi segnali elettromagnetici non comporterebbero innalzamenti significativi della temperatura corporea dei soggetti esposti); in secondo luogo, perchè ogni condominio (tradotto, ogni amministratore di condominio) dovrà valutare con attenzione l'opportunità e/o la necessità di installare le nuove antenne, soppesando la spinta all'innovazione degli inquilini più giovani con le ovvie resistenze di chi non ha grande interesse a stare al passo con la tecnologia e magari concentra la propria attenzione sui possibili rischi per la salute.

Il problema nasce dal fatto che la tecnologia 5G - votata a potenziare la connessione fra dispositivi wireless - si serve di innovative "microcelle" che gestiscono onde elettromagnetiche ad alta frequenza, le quali operano in un raggio meno esteso rispetto al 4G e non "abbattono" facilmente gli ostacoli.

Il che significa che le porzioni di area da coprire sono più ravvicinate fra loro e dunque è necessaria l'installazione di un maggior numero di antenne. Senza contare l'eventualità che anche i fornitori di connettività in fibra potrebbero decidere di abbandonare il classico ultimo miglio tradizionale cablato (il tratto di cavo che connette le centrali telefoniche agli utenti finali) in favore di una comunicazione wireless 5G che aggiri problematiche infrastrutturali. E all'orizzonte già si profila l'arrivo del 6G...

foto tratta da Pixabay - attribuzione non richiesta

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Andrea Pastore 11/01/2020 0

Il "diritto" all'antenna tv

Sebbene l'avvento della fibra ottica abbia spinto ormai decisamente i broadcaster tv a veicolare sulla rete Internet il segnale di trasmissione, l'antenna parabolica resta tutt'ora uno dei dispositivi più utilizzati per la ricezione dei canali criptati e per la visione di eventi, soprattutto sportivi, a pagamento.

In merito all'installazione della parabola sul proprio balcone di casa, non esiste un ostativo vero e proprio. Soltanto un regolamento condominiale approvato all’unanimità potrebbe "condizionare" (ad esempio relativamente all'impatto estetico dell'antenna) quello che la Corte di Cassazione ha definito un vero e proprio "diritto all'antenna tv", quale diretta emanazione del diritto all'informazione e alla libera manifestazione del pensiero disciplinato dall'art. 21 della nostra Costituzione.

Di fatto, quindi, non si può negare ad un condomino la possibilità di installare la parabola sul proprio balcone, a patto che ovviamente questo diritto venga esercitato senza arrecare danno alle parti comuni del fabbricato e senza ostacolare il pari diritto altrui.

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Andrea Pastore 11/07/2017 0

Crollo strutturale delle ringhiere condominiali

Il locatore è responsabile per la caduta dell'inquilino a causa del crollo del parapetto del balcone purchè si verifichi per un uso improprio dello stesso da parte del conduttore e nonostante il divieto di accesso ad esso contenuto nel contratto.Durante una festa in un appartamento concesso in locazione e ubicato al quinto piano di un condominio, un ragazzo cade a causa del suo cedimento.

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