Conferma nomina amministratore

Raffaele Bisogno 11/03/2017 0

Un discorso a parte deve essere effettuato per la conferma dell’amministratore in carica in quanto una sentenza del Tribunale di Roma interviene in materia di quorum necessari per la conferma dell’amministratore di condominio. Da un lato vi è la tesi, sposata in diversi occasioni del Supremo Collegio, secondo cui “non solo in caso di nomina o revoca dell’amministratore, ma anche in quello di conferma è necessaria la maggioranza di cui all’articolo 1136 4° comma del codice civile, trattandosi di delibere che hanno contenuto ed effetti giuridici uguali”. Interpretazione che lungi dal fermarsi al semplice dato letterale dei termini “nomina” e “conferma” ne delinea le analogie giuridiche e quindi le sottopone alla medesima disciplina. La sentenza del Tribunale di Roma che distingue la posizione dell’amministratore che assume ex novo la carica, da quella del soggetto già in carica che con il deliberato prosegue nel proprio mandato. Qualora non dovesse raggiungersi il quorum richiesto dalla legge lo stesso amministratore uscente proseguirebbe nel proprio mandato, salva la facoltà per i condomini di rivolgersi all’Autorità Giudiziaria per la nomina giudiziale di un amministratore. Decreto di nomina che, paradossalmente, potrebbe indicare lo stesso amministratore uscente quale “nuovo amministratore”. La sentenza del Tribunale di Roma, partendo da un’interpretazione più rigorosa del dettato normativo, giunge ad una soluzione più flessibile da punto di vista pratico. Là nomina dell’un amministratore, che fa parte delle delibere dei quorum speciali, richiede la maggioranza degli intervenuti in assemblea e la meta del valore dell’edificio (500 millesimi), contemplato all’articolo 1136 2° comma del codice civile. Cosi, a dire del giudice “la conferma dell’amministratore in carica è fattispecie ben diversa da quella della nomina e della revoca in quanto è rielezione dello stesso nella carica precedentemente ricoperta per la cui deliberazione è sufficiente la maggioranza prevista dal 3° comma dell’articolo 1136 del codice civile”. In sostanza per il giudice di prime cure le maggioranze indicate del 4° comma dell’articolo 1136 del codice civile sono tassativamente riferibili alla fattispecie indicate nel medesimo articolo, senza possibilità di un’interpretazione estensiva. D’altra parte, sarebbe un controsenso permettere in seconda convocazione l’approvazione di un preventivo di gestione predisposto dall’amministratore uscente con la maggioranza di 1/3 dei millesimi e di 1/3 dei partecipanti al condominio e non consentire la conferma con le stesse maggioranze dell’autore di quell’atto. L’amministratore dura in carica un anno, questo termine tuttavia non è di decadenza, in quanto egli va considerato confermato tacitamente di anno in anno, in mancanza di nomina di altro amministratore. In questo caso i suoi poteri sono prorogati di diritto senza alcuna riconferma giudiziale o assembleare, ed è legittimo a compiere gli atti relativi alla ordinaria amministrazione. In questo periodo di proroga l’amministratore ha comunque diritto a percepire un regolare compenso.

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