Gli adempimenti fiscali del condominio

Raffaele Bisogno 03/05/2017 0

Dal 1° Gennaio del 1998 il condominio è diventato sostituto d’imposta. Secondo le leggi tributarie è sostituto d’imposta “chi in forza di disposizioni di legge è obbligato al pagamento di imposte in luogo di altri, per fatti o situazioni a questi riferibili ed anche a titolo di acconto”. Il condominio dovrà all’erario la ritenuta d’acconto sui compensi corrisposti ai professionisti, ai lavoratori dipendenti e all’amministratore. Essendo il condominio una figura astratta spetta all’amministratore operare in qualità di sostituto d’imposta. Questo nuovo compito dell’amministratore condominiale si deve far rientrare tra le attribuzioni previste dall’art. 1130, n° 5 del codice civile. Tale articolo stabilisce che l’amministratore deve: “eseguire gli adempimenti fiscali”. L’amministratore dovrà dopo il pagamento della parcella del professionista (ingegnere, avvocato, architetto, etc.) versare la ritenuta IRPEDF del 20% entro il giorno 15 del mese successivo, tramite modello F24 (l’importo esatto della ritenuta sarà indicato nella fattura che il professionista emetterà al condominio). Se il professionista è un soggetto non residente la ritenuta aumenta fino al 30%. Nessuna ritenuta d’acconto deve essere effettuata se non si tratta di professionisti. Viceversa, la manutenzione dell’ascensore, la pulizia delle scale è affidata a ditte in cui corrispettivo viene regolarmente fatturato. In questi casi l’amministratore deve operare la ritenuta d’acconto del 4% e comunicare annualmente all’anagrafe tributaria l’ammontare delle prestazioni e i dati del fornitore. L’amministratore deve applicare la ritenuta d’acconto anche sul suo compenso. Questo anche se l’amministratore riceve, in luogo di un compenso vero e proprio, un rimborso spese, a meno che non sia documentato con giustificativi di spesa (cancelleria, postali ecc.). Può accadere che i condomini stabiliscano di amministrare a turno i beni e i servizi comini senza corrispondere alcun compenso all’amministratore in carica, esentandolo però dal versare la propria quota condominiale mensile. In tale ipotesi l’esenzione dal versare la quota condominiale viene considerata quale compenso per l’amministratore di turno, determinando così l’obbligo della ritenuta e successivo versamento dell’acconto IRPEF. Per i salari corrisposti ai dipendenti del condominio (portiere, giardiniere, addetto alle pulizie) l’amministratore dovrà effettuare la ritenuta d’acconto così come previsto per tutti i datori di lavoro. La ritenuta dovrà essere versata entro il giorno 16 del mese successivo. A fine anno l’amministratore rilascerà il modello 770 per indicare l’ammontare delle somme assoggettate a ritenuta e le generalità ed i codici fiscali di tutti i percettori. Entro il 28 febbraio dell’anno successivo deve rilasciare la certificazione unica attestante gli importi corrisposti, detrazioni operate, ritenute e contributi versati. Il lavoratore dipendente non presenterà più il 740 poiché le imposte dovute gli sono state già trattenute in busta paga. Se ha altri redditi da dichiarare o oneri da detrarre potrà avvalersi dell’assistenza fiscale e quindi presentare in modello 730. Il condominio non è obbligato a presentare assistenza fiscale ai proprio dipendenti che possono rivolgersi ad un centro di assistenza autorizzata (CAAF). L’obbligo della ritenuta d’acconto comporta per i condomini non tenuti alla nomina dell’amministratore, perché con mendi 9 condomini, il dovere di nominare un amministratore oppure delegare uno dei proprietari ad adempire gli obblighi del sostituto d’imposta. Per poter fare i versamenti bisogna fare richiesta, al concessionario della riscossione competente territoriale, del codice contribuente. Prima ancora bisogna che il condomino faccia richiesta del codice fiscale presso l’ufficio imposte dirette. Tra i vari obblighi a carico dell’amministratore prevede anche quello di rilasciare dati, notizie e documenti relativi alla gestione condominiale, qualora gli uffici delle imposte ne facciano richiesta.

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