Il rendiconto condominiale

Raffaele Bisogno 18/05/2017 0

Nella fine della gestione annuale, che di solito termina con lo spirare dell’anno solare, l’amministratore è obbligato a redigere il conto consuntivo e convocare l’assemblea ordinaria per farlo approvare. Si è introdotto l’articolo 1130 bis. del codice civile la quale si prescrive particolari formalità nella redazione dei bilanci sul rendiconto condominiale. Il rendiconto condominiale contiene le voci di entrata e di uscita ed ogni altro dato inerente alla situazione patrimoniale del condominio, dai fondi disponibili ed alle eventuali riserve, che devono essere espressi in modo da consentire l’immediata verifica. Si compone di un registro di contabilità, di un riepilogo finanziario, nonché di una nota sintetica esplicativa della gestione con l’indicazione anche dei rapporti in corso e delle questioni pendenti. Si tratta di un prospetto nel quale vengono riportate le entrare e le uscite della gestione annuale. L’amministratore ha l’obbligo di convocare l’assemblea entro 180 giorni dalla fine della gestione annuale per l’approvazione del rendiconto. Nell’ipotesi in cui l’amministratore, non rendesse il conto della propria gestione, i condomini potrebbero chiedere ed ottenere la revoca dello stesso per il mancato svolgimento del proprio operato. Il conto consuntivo della gestione deve essere strutturato sul principio di cassa e non su quello di competenza: in altri termini le entrate e le uscite vanno registrate in base alla data effettiva del pagamento e dell’incasso, nulla rilevando se siano di competenza della gestione precedente o successiva. Nel conto, oltre all’elenco delle attività e delle passività, deve risultare anche la ripartizione definitiva delle spese, in quanto solo in tal modo è possibile stabilire quali sono gli eventuali crediti e\o debiti che il condominio ha nei confronti dei condomini. Alcuni regolamenti condominiali prevedono la costituzione di appositi fondi di riserva da utilizzarsi in casi eccezionali, per spese imprevedibili o per affrontare spese che presumibilmente si presenteranno nelle future gestioni. L’amministratore in carica deve necessariamente rispettare il vincolo di destinazione di tali riserve e deve annualmente darne conto. I singoli condomini non possono contestare il credito vantato dal condominio, né ritardare il pagamento in quanto si è in presenza di una delibera vincolante. Infatti anche in caso di contestazioni, l’amministratore, può ottenere un decreto ingiuntivo provvisoriamente ed immediatamente esecutivo per la riscossione di tale credito. Alla base del rendiconto condominiale ci sono i vari documenti che lo vanno a creare, cioè le fatture e le ricevute delle spese, queste sono di proprietà del condominio e non dell’amministratore e possono essere visionate da ogni proprietario prima dell’assemblea che approva il rendiconto al fine di verificare la corrispondenza tra le spese indicate nel rendiconto con i documenti giustificativi. Ogni proprietario può richiedere tali documenti senza un motivo preciso, prima dell’assemblea che approva i rendiconti, la copia di tutta la documentazione contabile. Ad oggi, con l’apertura obbligatoria di un conto corrente bancario per ogni singolo condominio, è anche necessario che tutti i pagamenti risultino anche dal conto corrente condominiale.

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