La nuova frontiera del 5G, fra rischi e vantaggi

Super lavoro per gli amministratori di condominio

Andrea Pastore 23/01/2020 0

L'avvento della nuova tecnologia 5G è materia alquanto spinosa. In primo luogo, perchè non sono certi gli effetti sulla salute umana, sebbene alcune ricerchie scientifiche, condotte proprio in Italia, scongiurino qualunque rischio (i nuovi segnali elettromagnetici non comporterebbero innalzamenti significativi della temperatura corporea dei soggetti esposti); in secondo luogo, perchè ogni condominio (tradotto, ogni amministratore di condominio) dovrà valutare con attenzione l'opportunità e/o la necessità di installare le nuove antenne, soppesando la spinta all'innovazione degli inquilini più giovani con le ovvie resistenze di chi non ha grande interesse a stare al passo con la tecnologia e magari concentra la propria attenzione sui possibili rischi per la salute.

Il problema nasce dal fatto che la tecnologia 5G - votata a potenziare la connessione fra dispositivi wireless - si serve di innovative "microcelle" che gestiscono onde elettromagnetiche ad alta frequenza, le quali operano in un raggio meno esteso rispetto al 4G e non "abbattono" facilmente gli ostacoli.

Il che significa che le porzioni di area da coprire sono più ravvicinate fra loro e dunque è necessaria l'installazione di un maggior numero di antenne. Senza contare l'eventualità che anche i fornitori di connettività in fibra potrebbero decidere di abbandonare il classico ultimo miglio tradizionale cablato (il tratto di cavo che connette le centrali telefoniche agli utenti finali) in favore di una comunicazione wireless 5G che aggiri problematiche infrastrutturali. E all'orizzonte già si profila l'arrivo del 6G...

foto tratta da Pixabay - attribuzione non richiesta

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Possono usufruire di questa misura i condomìni; le persone fisiche, al di fuori dell'esercizio di attività di impresa, arti e professioni; gli Istituti autonomi case popolari (IACP); le cooperative di abitazione a proprietà indivisa; le Organizzazioni non lucrative di utilità sociale, quelle di volontariato e di promozione sociale; le associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi. La detrazione è riconosciuta nella misura del 110%, da ripartire in cinque quote annuali di pari importo.

Le detrazioni più elevate sono riconosciute per i cosiddetti interventi "trainanti": isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali e inclinate; sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, e/o il raffrescamento e/o la fornitura di acqua calda sanitaria; interventi antisismici.

Il bonus scatta anche quando vengano effettuati interventi "trainati" - efficientamento energetico e installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici - a patto che ciò accada contestualmente ad uno dei succitati "trainanti". Rientra nel bonus anche l'installazione di impianti solari fotovoltaici e di sistemi di accumulo, sempre in congiunzione con gli interventi "principali" di cui sopra. Abitazioni signorili, ville e castelli sono unità immobiliari escluse dal bonus.

Dichiarazione di conformità del direttore dei lavori, scheda informativa degli interventi ed APE (Attestato di prestazione energetica) rientrano nella documentazione necessaria per ottenere l'ecobonus.

Il decreto ha previsto anche un'alternativa alla detrazione, come la cessione di un credito d'imposta (fra gli altri, alle imprese che realizzeranno gli interventi o ad istituti di credito), se si effettuano in particolare interventi di recupero  o restauro della facciata degli edifici, recupero del patrimonio edilizio, riqualificazione energetica, installazione di impianti fotovoltaici.

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