La proprietà esclusiva e le parti comuni

Andrea Pastore 10/03/2017 0

Nel condominio coesistono due situazioni giuridiche destinate e complementari: ogni condominio è titolare di un diritto di proprietà esclusiva su uno o più piani, ma nel contempo partecipa con gli altri proprietari ad una comunione di proprietà delle parti comuni del fabbricato, che analiticamente, sono indicate nell’articolo 1117 del codice civile. L’articolo 1117 “parti comuni dell’edificio “, sono oggetto di proprietà comune dei proprietari delle singole unità immobiliari dell’edificio, anche se aventi diritto a godimento periodico e se non risulta il contrario dal titolo:

  1. Tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune, come il suolo su cui sorge l’edificio, le fondazioni, i muri maestri, i pilastri e le travi portanti, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni di ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i cortili e le facciate;
  2. Le aree destinate a parcheggio nonché i locali per i servizi in comune, come la portineria, incluso l’alloggio del portiere, la lavanderia, gli stenditoi e i sottotetti destinati, per le caratteristiche strutturali e funzionali, all’uso comune;
  3. Le opere, le istallazioni, i manufatti di qualunque genere destinati all’uso comune, come gli ascensori, i pozzi, le cisterne, gli impianti idrici e fognari, i sistemi centralizzati di distribuzione e di trasmissione per il gas, per l’energia elettrica, per il riscaldamento ed il condizionamento dell’aria, per la ricezione radiotelevisiva e per l’accesso a qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo, e i relativi collegamenti fino al punto di diramazione ai locali di proprietà individuale dei singoli condomini, ovvero, in caso di impianti unitari, fino al punto di utenza, salvo quanto disposto dalle normative di settore in materia di reti pubbliche.

 

Le comunioni sulle parti comuni dell’edificio, trattandosi di parti indispensabili per il separato ed autonomo godimento delle singole unità immobiliari, ha carattere necessario, sufficientemente supportato dal nuovo articolo 1118 del codice civile. Il diritto di ciascun condominio sulle parti comuni, salvo che il titolo non disponga altrimenti, è proporzionale al valore dell’unità immobiliare che gli appartiene. Il condomino non può rinunciare al suo diritto sulle parti comuni. Il condomino non può sottrarsi all’obbligo di contribuire alle spese per la conservazione delle parti comuni, neanche modificando la destinazione d’uso della propria unità immobiliare, salvo quanto disposto da leggi speciali. L’articolo 1119 del codice civile prevede l’indivisibilità delle parti comuni dell’edificio, a meno che la divisione possa farsi senza rendere più incomodo l’uso della cosa a ciascun condominio e con il consenso di tutti i partecipanti al condominio.

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In merito all'installazione della parabola sul proprio balcone di casa, non esiste un ostativo vero e proprio. Soltanto un regolamento condominiale approvato all’unanimità potrebbe "condizionare" (ad esempio relativamente all'impatto estetico dell'antenna) quello che la Corte di Cassazione ha definito un vero e proprio "diritto all'antenna tv", quale diretta emanazione del diritto all'informazione e alla libera manifestazione del pensiero disciplinato dall'art. 21 della nostra Costituzione.

Di fatto, quindi, non si può negare ad un condomino la possibilità di installare la parabola sul proprio balcone, a patto che ovviamente questo diritto venga esercitato senza arrecare danno alle parti comuni del fabbricato e senza ostacolare il pari diritto altrui.

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