Posteggio delle biciclette nelle aree condominiali

Raffaele Bisogno 13/06/2017 0

Un sentenza del 2013 ritorna a parlare della differenza tra modifiche condominiali ed innovazione delle parti comuni negli edifici, affermando che l'installazione, su parte di marciapiede condominiale, con l’aggiunta di rastrelliere per il posteggio di biciclette, non impendendo in alcuno modo il passaggio dei condomini, fa parte delle disposizioni che può operare l'amministratore, non costituendo innovazione o reato. La decisione in commento prende le mosse da un procedimento promosso in cui veniva lamentata la molestia del possesso di parti comuni condominiali derivante dall'installazione, su una porzione di marciapiede condominiale, di due rastrelliere per il parcheggio delle biciclette, su iniziativa dell'amministratore di condominio. Tale aggiunta, secondo il ricorrente, oltre a limitare il transito pedonale sul marciapiede, costituisce un'innovazione che necessiti di un’autorizzazione dell'assemblea di condominio. In ambito condominiale è di fondamentale importanza stabilire se un intervento sulle parti comuni costituisca una semplice modificazione o una innovazione. Tra le due distinzione costituiscono importanti conseguenze giuridiche, atteso che il legislatore subordina la realizzazione di interventi innovativi sulle parti condominiali alla preventiva autorizzazione dell'assemblea, deliberata a maggioranza qualificata, oltre che prevedere il divieto assoluto di porre in essere determinati tipi di innovazioni. In termini generali, per modifiche si intendono interventi eseguiti sulle parti comuni per consentire ad alcuni condomini di trarre dal bene comune un'utilità anche maggiore o più intensa di quella tratta da altri condomini, finche, non venga alterata la destinazione comune o compromesso il diritto al pari uso. Entro i limiti predetti, anche l'uso particolare e più intenso delle parti comuni è da considerarsi legittimo e le relative opere possono essere eseguite dal singolo condomino anche senza l’autorizzazione dell'assemblea. La giurisprudenza ha avuto modo di pronunciarsi più volte sulla distinzione in esame, affermando che "la distinzione tra modifica ed innovazione si ricollega all'entità della nuova opera sulla consistenza e sulla destinazione della cosa comune, nel senso che per innovazione in senso deve intendersi non qualsiasi mutamento o modificazione della cosa comune, ma solamente quella modificazione materiale che ne alteri l'entità sostanziale o ne muti la destinazione originaria, mentre le modificazioni che migliorano il godimento della cosa comune e ne lasciano immutate la consistenza e la destinazione, in modo da non turbare gli interessi dei condomini. Sulla scorta di tali principi di diritto, il Tribunale ha ritenuto non meritevole il ricorso in questione. Dalle risultanze istruttorie, infatti, è emerso chiaramente che gli interventi realizzati sulle parti comuni non risultano integrare la molestia nel possesso, in quanto le rastrelliere in questione occupano solo una parte del marciapiede condominiale senza ostacolare il transito pedonale e non costituiscono innovazione ma semplice modificazione finalizzata a un uso più comodo e più intenso da parte di alcuni condomini, senza pregiudicare la destinazione comune del marciapiede e senza impedire o limitare il pari uso del bene.

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In merito all'installazione della parabola sul proprio balcone di casa, non esiste un ostativo vero e proprio. Soltanto un regolamento condominiale approvato all’unanimità potrebbe "condizionare" (ad esempio relativamente all'impatto estetico dell'antenna) quello che la Corte di Cassazione ha definito un vero e proprio "diritto all'antenna tv", quale diretta emanazione del diritto all'informazione e alla libera manifestazione del pensiero disciplinato dall'art. 21 della nostra Costituzione.

Di fatto, quindi, non si può negare ad un condomino la possibilità di installare la parabola sul proprio balcone, a patto che ovviamente questo diritto venga esercitato senza arrecare danno alle parti comuni del fabbricato e senza ostacolare il pari diritto altrui.

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