Sopraelevazione del fabbricato condominiale

Raffaele Bisogno 11/04/2017 0

Il codice civile, conl’articolo 1127che regola la costruzione sopra l’ultimo piano dell’edificio”, dispone che il proprietario dell’ultimo piano abbia diritto, sulla superficie su cui è costruita l’unità immobiliare posseduta, di elevare nuovi piani. Le condizioni per la sopraelevazione nonostante la libertà di essa sia generalmente concessa dall'articolo 1127, conosce molti limiti, che è la stessa norma a porre nel prosieguo. Innanzitutto la sopraelevazione non è ammessa se non lo consentono le condizioni statiche dell'edificio, tal proposito la Corte di cassazione, con sentenza numero 8642/2012, ha chiarito che tale limite va valutato non solo con riferimento alle possibilità dell'edificio di sopportare il peso, ma anche in relazione a quelle di “sopportare l'urto di forze in movimento quali le sollecitazioni di origine sismica”. In secondo luogo, il codice dà la possibilità ai condomini di opporsi alla sopraelevazione quando essa pregiudichi l'aspetto architettonico dell'edificio o diminuisca notevolmente l'aria e la luce dei piani sottostanti. L’articolo 1120 del codice civile, parla delle innovazioni riguardando interventi sulle parti comuni dell'edificio, che hanno la funzione di migliorarne l'utilizzo comune e la sua efficienza specificando che “sono vietate le innovazioni che possono recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato, che ne alterino il decoro architettonico o che rendano talune parti comuni dell’edificio inservibili all’uso o al godimento anche di un solo condomino”. Per deliberare in assemblea le innovazioni del fabbricato occorrono la maggioranza degli intervenuti e almeno due terzi del valore dell’edificio, valori, che fanno parte delle nuove disposizioni attuative con quorum speciali. Esistono molte congruenze con la liberazione della sopraelevazione del piano di un fabbricato condominiale. L’articolo 1127 del codice civile dispone che i proprietari sottostanti a tale sopraelevazione dovranno essere risarciti di suddetta modifica con un’indennità pari al valore attuale dell’area da occuparsi con la nuova fabbrica, diviso per il numero dei piani, ivi compreso quello da edificare, e detratto l’importo della quota a lui spettante. Egli è inoltre tenuto a ricostruire il lastrico solare di cui tutti o parte dei condomini avevano il diritto di usare. A tale modifica dovranno anche essere revisionate le tabelle condominiali, in quanto un’aggiunta di una sopraelevazione, potrà andare ad alterare il rapporto originario dei valori dei singoli piani o porzioni di piani. 

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